Cosa serve e cosa significa MVP : Minimum Viable Product

Quando abbiamo un’idea e pensiamo a come metterla in pratica,facciamo tutta una serie di assunzioni tra cui quella che interesserà ad uno specifico target.

Nella nostra testa l’idea, è pari alla soluzione ad un determinato problema, la realtà è che la nostra idea non è altro che un insieme di assunzioni e ipotesi e come tali vanno dimostrate.

 

Quanto conta la nostra idea? Guardate il video per scoprirlo:

 

Content not available.
Please allow cookies by clicking Accept on the banner
L’unico modo per valutare la bontà delle nostre convinzioni è creare qualcosa che le possa comprovare.
Dobbiamo creare una soluzione che dimostri che quello che sosteniamo sia vero e
comprendere se quello che proponiamo è aderente alla soluzione cercata dal nostro target.
La nostra idea da implementare deve essere legata fortemente ai problemi
che assillano il potenziale cliente.

 

Come Muoversi?

Per ogni ipotesi costruisco una feature minimale dove coinvolgo il mio target, che sarà ridotto ai soli Early adopters inizialmente.
La mia implementazione, che dovrebbe dimostrare le mie ipotesi, in combinazione con i loro feedback, mi devono dare ragione sulla direzione presa, altrimenti devo rivedere le mie ipotesi e porre le giuste correzioni.
Dopo le necessarie correzioni, si ricomincia: di nuovo va sottoposta al giudizio del potenziale cliente e il ciclo continua fino ad una piena soddisfazione.
 Siamo passati dalle ipotesi/teorie ai fatti e abbiamo dato vita ad un processo ciclico atto a comprendere come debba evolvere la nostra bozza di prodotto.

 

 

In sintesi va creato qualcosa di minimo, non incompleto ma sufficiente a testare le nostre ipotesi sprecando la quantità minima di risorse in campo.

MVP

Quel tentativo di implementazione delle nostre ipotesi, nel mondo Lean/Startup è ormai sinonimo di MVP Minimum viable product.
MVP non è una soluzione feauture-complete e raramente è una cosa di cui andiamo così fieri, dato che è lontano dalla perfezione.
Per rammentarcelo ci viene in aiuto l’adagio che recita:

if you are not embarrassed by your first release, you have waited too long

Ma è una soluzione che ti permette di gestire bene i tuoi fondi e realizzare la cosa giusta.
Si spende solo quel tanto necessario a ottenere qualcosa che è possibile usare per testare.
MVP è quindi minimale, veloce ed economico occorre produrre la più piccola quantità di sforzo necessaria ad imparare.
Alcuni lo definisco come il più piccolo insieme di caratteristiche che qualcuno(nel tuo target) sia disposto a comprare.
Quindi MVP può essere presentato non tanto come il prodotto che hai in mente, ma come un sotto insieme di quel prodotto, a volte appena un esperimento
Coì lo definisce Eric Ries:

 

The minimum viable product is that product which has just those features and no more that allows you to ship a
product that early adopters see and, at least some of whom resonate with, pay you money for, and start to give you feedback on. –
Eric Ries, 2009
Chetan Vinchhi lo sintetizza così:
One of the cardinal rules for any product company is to get validation and feedback from customers or users.
If you accept this, the rest is easy. One option is to build a full product and then get users to try it out.
The risk is that you have built some or all features wrong or built features nobody wants.
The full product route is a very expensive one to figure this out.
So what can you do? Reduce your product to its bare essence so as to include the core value proposition of your solution.
Define something that can be built quickly to minimize the cost and time required to build it.
This should also be usable by your customers so that you can get real feedback about your offering….

 

Grazie all’articolo  di  Fred Voorhorst visualizziamo il concetto su cosa s’intende per costruire un MVP:

 

 

questa immagine è la più gettonata in rete e va in contrasto con quella proposta dall’autore

 

che spingendosi oltre, afferma, sulla base dell’esempio,  se hai in mente di costruire una macchina non devi partire da un’altro mezzo.

Perchè dobbiamo realizzare un MVP?

Aldilà delle considerazioni che ogniuno ha su cosa si intenda per MVP, va realizzato per:
1)  Imparare e validare le nostre ipotesi
2)  Capire come evolvere
3)  Fare la cosa giusta
4)  Minimizzare le risorse
5)  Ricevere feedback celermente

Imparare

L’obiettivo principale per cui si costruisce:
  The goal of an Minimum Viable Product is to rapidly learn what your customers want.
  You want to do this as quickly as possible so you can focus on building the right thing.
   Let’s stop arguing about what an MVP is and start talking about what we need to learn as a company.
Questo aspetto, è così importante, che si sente parlare di MLP : Minimum Learnable Product.
Nel periodo di creazione di un MVP si è focalizzati su imparare il più possibile. Perchè banalmente hai bisogno di imparare prima di rilasciare la tua soluzione.
Che sia chiaro che quando diciamo imparare significa non che dobbiamo solo studiare
ma dobbiamo agire e costruire soluzioni seppur incomplete per ricevere feedback.
Quello che dobbiamo fare è prendere l’abitudine di migliorare concentrandoci sull’apprendimento, analizzando i problemi e creando piccoli esperimenti sotto forma di feature che possano risolverlo.
Ad ogni step che facciamo, impariamo qualcosa, volti a migliorare il nostro prodotto.

Creare esperimenti per imparare

Nel momento che i nostri esperimenti ci dicono che stiamo andando nella direzione
sbagliata dobbiamo cambiare direzione che nel gergo Startup viene chiamato fare pivot.

Alcuni Casi che hanno fatto Storia

Instagram è partito come Burbn simile a Foursquare e la condivisione di foto era una delle feature dell’app ma quando la popolarità delle foto crebbe  fecero pivot e nacque Instagram come lo conosciamo oggi.
Groupon era all’inizio un sito per azioni politiche chiamato The Point e Groupon era una specie di Side project ma dato che riscuoteva più successo della scelta iniziale si focalizzarono su Groupon.
Twitter era inizialmente una piattaforma di podcasting chiamata Odeo poi andarono verso il microblogging.

 

Obiettivo di un successo online è imparare velocemente quindi occorre sbagliare/fallire velocemente attraverso esperimenti che impieghino poche risorse.
Si procede spesso per tentativi ed errori, ovvio che più si sperimenta, più gli errori sono frequenti.
Per crescere è necessario sbagliare, ma nel farlo tenete a mente la citazione di Seth Godin
Fail Fast and cheap Fail often. Fail in a way that doesn’t kill you.

 

Se vi interessano questi temi iscriviti alla Newsletter

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *